Quando fu realizzato il primo tessuto in microfibra in pochi potevano immaginare l’enorme sviluppo che quel prodotto avrebbe avuto da lì a pochi anni.
Inventato in Giappone durante la metà degli anni 70 (anche se nessuno sa con esattezza quando e dove sia stato inizialmente sviluppato), il suo primo ambito di applicazione fu l’abbigliamento sportivo femminile, soprattutto per i costumi da bagno. Tuttavia gli esordi non furono incoraggianti, visto che il tessuto assorbiva estremamente l’acqua, rendendolo molto pesante e scomodo una volta bagnato.
Sono stati gli Europei circa dieci anni dopo a riprendere e perfezionare l’utilizzo della microfibra, con alcuni accorgimenti che la resero estremamente efficace nel settore della pulizia professionale.
Oggi, con le ultime evoluzioni, si è arrivati a realizzare una microfibra di ultima generazione, ancora più performante della precedente: l’ ULTRAmicrofibra, formata da microfilamenti di poliestere e poliammide. L’ ultramicrofibra, essendo più sottile della microfibra, ha maggiori vantaggi e grazie alle fibre di poliestere e poliammide è in grado di trattenere la polvere e gli acari (effetto elettrostatico) ed ha proprietà assorbenti (anche con oli e grassi). La tecnologia impiegata per la sua realizzazione è il frutto di un processo di produzione tessile brevettato internazionalmente.
Pur non essendo un prodotto esistente in natura, bensì frutto di un processo di lavorazione industriale, l’ ultramicrofibra è un materiale rispettoso dell’ambiente e con un alto livello di sostenibilità. Non contiene PVC né vengono utilizzati solventi o leganti durante la produzione, e l’uso di materie prime è estremamente ridotto. L’acqua impiegata durante il processo produttivo, per separare e rinforzare i filamenti, può essere riciclata e riutilizzata internamente al ciclo produttivo. Senza considerare che i prodotti in ultramicrofibra si prestano ad essere riutilizzati più volte, anche con diverse applicazioni, limitando fortemente la produzione di scarti e rifiuti.
L’ ultramicrofibra viene oggi impiegata in moltissimi ambiti: dalla pulizia all’abbigliamento sportivo, fino ad arrivare a gadget e supporti stampa per cartellonistica e pubblicità. Nell’applicazione per i panni da pulizia, in particolare, la performance dell’ ultramicrofibra è eccezionale: rimuove efficacemente lo sporco, la polvere, i liquidi, i grassi e gli inchiostri. Ideale sia per la pulizia della casa che nel beauty care come panno struccante per il viso e contorno occhi. Può essere lavata molte volte a temperature che possono raggiungere anche i 95°C, e si asciuga molto rapidamente. Ottimo ormai anche il rapporto qualità-prezzo, che ne fanno un prodotto accessibile e addirittura economico in molti ambiti, considerando anche le sue eccezionali caratteristiche tecniche.
La microfibra ha avuto un incredibile sviluppo in questi ultimi anni, ma le sue potenzialità sono ancora molte e per certi versi inesplorate, soprattutto nel campo della personalizzazione, che potrebbe consentire di realizzare prodotti e tessuti anche per l’arredamento di interni, con trame e illustrazioni scelte in base ai gusti dell’utente.